Conserviamo i grani dei Saraceni

Conserviamo i grani dei Saraceni

Eccoci nell'Alto Medioevo e precisamente nel X secolo, quando i Saraceni, nuclei di Arabi provenienti dall'Africa Settentrionale, compirono numerose spedizioni fondando empori e basi militari lungo le coste del Meridione d’Italia fino alla Liguria e alla Provenza, dalle quali pianificarono profonde incursioni nell'entroterra, fino ai valichi alpini piemontesi al confine con l’attuale Svizzera.
Da Fraxinetum Saracenorum, l’attuale La Garde-Freinet nel Golfo di Saint-Tropez, approdo perfetto e ben difeso, essi partivano per incursioni a scopo di saccheggio e per catturare schiavi: in molti casi penetravano profondamente nel territorio interno, come in Piemonte, dove saccheggiarono e demolirono numerosi villaggi e monasteri distanti anche centinaia di km dalla costa, come l’antica Abbazia benedettina della Novalesa in val di Susa, che venne distrutta dai Saraceni nel 906 d.c.
Le scorrerie perdurarono una settantina di anni nel corso del X secolo per quanto riguarda Liguria e Piemonte ma oltre un secolo e mezzo per quanto riguarda la Francia.
Diventati molto temuti e potenti, nella seconda metà del X secolo vi furono addirittura dei tentativi di costituire delle alleanze militari con loro. Ugo di Provenza (marchese e poi re di Provenza e re d’Italia dal 926 al 947 d.c.) coinvolse i Saraceni nel contrasto delle mire espansionistiche del suo più acerrimo rivale, Berengario II d’Ivrea (marchese d’Ivrea e poi re d’Italia dal 950 al 961 d.c.), mandandoli a combattere contro di lui come mercenari, strategia che prolungò la permanenza dei saraceni in Provenza ed accentuò la loro devastazione delle terre piemontesi e liguri.
Il ricordo di quest'epoca di sangue e di paura permane in una manifestazione della Val Varaita, in particolare di Sampeyre e delle sue borgate, a pochi km da Verzuolo: la Baìo, festa di popolo dai ricchi costumi, decorati con coloratissimi nastri, e animata da figuranti (tutti maschi) che affollano per l'occasione i paesi in cui vivono o in cui affondano le loro radici. Ogni cinque anni, (la prossima edizione sarà nel 2022) nei giorni invernali del Carnevale, la Valle Varaita celebra il ricordo della cacciata dei Saraceni, attraverso coloratissime sfilate e rievocazione dei fatti storici, senza trascurare festosi momenti conviviali e i balli della tradizione occitana....
Nei menù delle trattorie delle nostre valli e dei ristoranti legati al territorio, così come nei nostri prodotti, compare da alcuni anni, ed è una grande riscoperta, la farina di grano saraceno, che riprende la tradizione millenaria, come le bisacce che risalirono i nostri sentieri...
Ricordiamo che il Grano Saraceno non appartiene alla famiglia delle graminacee è privo di glutine. Il suffisso grano a volte può essere fuorviante ma il grano saraceno nulla è che il seme di un fiore: il Fagopyrum.

Il grano saraceno è un ottimo ingrediente per preparare prodotti da forno dall'aspetto rustico e il sapore pieno. Noi di Cradel siamo sempre attenti agli ingredienti e alle ricette che utilizziamo: vogliamo dare ampio spazio alle preparazioni semplici e alle buone materie prime per realizzare i nostri prodotti artigianali e genuini. È il caso dei nostri Frollini al Grano Saraceno. La consistenza grezza della farina è ciò che dona il maggior pregio a questo frollino: rustico e croccante. Il Frollino al Grano Saraceno è quanto di meglio si poteva trarre dalla nostra storia. Da questa cruenta pagina della nostra storia abbiamo ereditato il grano saraceno: una materia prima nutriente e ricca nella sua semplicità, che la saggezza popolare dei nostri predecessori ha saputo trasformare in golosa leccornia.