Dall'anno 1000 siamo occitani (e in produzione parliamo dialetto: molti il Piemontese e qualcuno l’Occitano)

Dall'anno 1000 siamo occitani (e in produzione parliamo dialetto: molti il Piemontese e qualcuno l’Occitano)

Intorno all'anno 1000 nasce e si diffonde nelle nostre terre la lingua d'Oc, parlata da una vera e propria civiltà, mai diventata stato unitario, estesa dal Mediterraneo all'Atlantico, dai Pirenei alle Alpi, lungo tutta la Francia del sud e in sedici valli italiane: l'Occitania.
La Valle Varaita e il Saluzzese, sono terre occitane, riconosciute come minoranze etnico-linguistiche dal 1999 da un’ apposita legge dello Stato Italiano. Il patois parlato nelle Valli del Saluzzese rimane vivo e rappresenta le radici di questa comunità che nel Basso Medioevo godeva di una relativa autonomia, praticava una cultura tollerante e respirava l'aria libertaria dei "trovatori", poeti e cantori itineranti che proponevano il "paratge", l'egualitarismo fra le persone, preparando le basi per movimenti religiosi sempre più lontani dalla Chiesa ufficiale, distante e corrotta nella buia epoca pre-conciliare.
E' stato quindi anche tempo di eresie e di roghi, come quelli che decimarono i Catari in Linguadoca e, secoli dopo, i Valdesi di Prali e della Val Pellice.
Ma nel '300 a Casteldelfino, si respirava aria repubblicana con l'autonomia amministrativa degli Escartons (cinque capoluoghi autonomi, Casteldelfino in Val Varaita appunto, con Oulx in Val Susa, Pragelato in Val Chisone, Queyras e Briançon nella vicina Francia) che si autogovernavano e vedevano i loro deputati riunirsi periodicamente ed accordarsi per gestire territorio, imposte e giustizia.
I nostri antenati sperimentarono secoli di giustizia sociale, benessere economico e diffusa alfabetizzazione, ben prima dell'avvento della Rivoluzione Francese e dei suoi ideali egualitari!

Le tradizioni occitane sono strettamente legate a quella che comunemente chiamiamo “cultura di montagna”. Si tratta di un sistema sociale ed economico basato sulla auto-sussistenza, dove il ritmo delle stagioni detta le regole anche su quelle che sono le usanze culinarie. Noi di Cradel abbiamo preso ispirazione, per molte delle nostre ricette, proprio dalle preparazioni di montagna. Innanzitutto per la scelta degli ingredienti, come la farina di mais utilizzata per realizzare le nostre squisite Paste di Meliga e la Crostata di Mais, la farina ai 4 cereali impiegata come base delle Crostate Montanare con farcitura alla frutta e dei biscotti, la farina di farro per realizzare le amabili fette biscottate, il buon burro che è il nostro ingrediente segreto dei golosissimi Butter Cookies e dei Frollini Cradel. Dalla buona cucina di montagna abbiamo carpito molti segreti, e li abbiamo utilizzati per la realizzazione delle ricette Cradel.